mercoledì 11 agosto 2010

Latin lover? :)

Questo é il titolo di un articolo su un giornale intitolato: "Avanti". (che non é un giornale comunista, ma una semplice brochure che danno nelle concessionarie Fiat qua in Dk)

Questo giusto per darvi il contesto. Iniziamo con la traduzione (pensate cosa faccio per voi miei cari lettori...mi sorbisco una full immersion in Danese alle 22 di sera...ps : semmai ci fossero danesi all´ascolto, vi dico anche che alle 22 di sera le traduzioni vengono fatte un po alla "carlona", come si dice dalle mie parti!)

"Milioni di donne hanno questo mito del Latin Lover, ma chi é questo latin lover nella realtá?

I lettori fissi di Avanti sanno bene che io sono pazzo per l´Italia. Io amo alla follia tutto quello che viene dallo "stivale"...tutto!
Amo talmente tanto l´Italia, che a volte amo perfine quelle cose che non si dovrebbero amare di essa. Amo perfino il fatto che nella storia della Repubblica il governi vengono scambiati alla velocitá con cui ci si cambia il vestito (Se lo sentisse Silvio, l´uomo dei lunghi governi... Cmq classica la frecciata sulla politica. Sigh!)

Trovo perfino charming il fatto che la corruzione e il nepotismo siano fattori presentissimi nella vita di tutti i giorni. Penso sia romantico che ci voglia 1 mese per farsi una connessione internet, o una settimana perché una lettera raggiunga Roma da Milano. I love it!

Ma c´é una cosa che mi sto stancando di sentire: il mito del latin lover! Le donne quassú al freddo Nord hanno spesso sussurrato e sognato negli anni quest´ uomo sensuale dalla carnagione scura. I film, la letteratura, i gossip spesso parlano di quest´uomo dal Mediterraneo, ma chi é alla fine colui?

In maniera piuttosto semplice, si puo dire che il bambino italiano cresce nelle braccia della sua mamma, e da qui inizia giá durante il suo sviluppo a sentirsi un po come un dono di dio per le donne. Ogni giorno la sua amata mamma gli ripete che lui é qualcosa di speciale, e allo stesso tempo inizia a notare come alle sue sorelle o alle altre donne e ragazze attorno a lui vengano assegnati sempre i compiti + ingrati in casa e fuori. Tutto questo mentre lui spesso é fuori a giocare a calcio, pettinarsi, guidare il suo scooter e farsi figo.

L´industria italiana della moda ha fatto della bellezza dell´uomo un canone di bellezza su scala globale. E´inoltre accettato sin da giovani come un qualcosa di comune il fatto di guidare in motorino e gridare qualcosa alle ragazze che si incontrano (complimenti o altro..).

Al loro cospetto, i noiosi ragazzi del Nord Europa sono quindi giá all´inizio qualche passo indietro rispetto ai loro coetanei italici..

Una ricerca ha fatto emergere come una buona parte delle ragazze scandinave, che ha ammesso di trovare gli italiani come i piú sexy al mondo, ha poi affermato che spesso in pratica lo loro "diretta" esperienza ha mostrato tutt´altro risultato/esperienza...
Opposti risultati per i noiosi scandinavi, quando si tratta di "contatto piú ravvicinato in camera da letto...

Si potrebbe quindi dire che gli italiani promettano piú di quello che riescono a mantenere, e che i nordici possono dare molto piú di quello per cui appaiono!"

Vabbé, questa era la sua opinione. La rezioni sono personali: c´é chi potrá pensare "Welcome to 2010!!", o chi invece penserá " in effetti mio fratello sin da piccolo..."

Potrete pensare magari che é un danese frustrato a cui un italiano ha fregato la ragazza (un po come Lothar Mattheus!!), oppure un semplice osservatore del Bel paese...

Sinceramente non so. Mi forse un bel mix di tutto questo.

Vi lascio con due chicche, stando in tema di sex symbol!! :

un fotomontaggio (sará cosí?? :D ) fatto da un caro amico in Erasmus: (ciao Fabioooooo)



Una canzone che si intitola "Lækker", che in danese significa "figo/a". Non sapevo cosa cercare per darvi un´idea di cosa ci sia nella mente dei danesi quando si parla di figo/sexy/ hot... (:D lo si prenda come scherzo!)


venerdì 23 luglio 2010

Regole

(Tratto dall´ultimo numero di Internazionale)

Le regole: Italiani all´estero

1) Impara "O´sole mio: prima o poi ti chiederanno di cantarla"

2) Quando cerchi un ristorante italiano, evita quelli che espongono la bandiera ungherese

3) E´ inutile tentare di parlare di calcio con un americano, o non parlare di di soldi con un cinese

4) Qualunque fosse il tuo lavoro in Italia, ora sei il miglior cuoco del tuo entourage

5) Se la conversazione si sposta sulla politica, fingi di essere svizzero


Una piccola aggiunta, alla quinta domanda del tipo "ma perché voi...", come ad esempio, "ma perché gli italiani votano Berlusconi" etc, rispondete con un "ma perché non ti fai un po i cazzi tuoi..." (Copyright 883, "Pappagallo", M. Pezzali & C. Repetto, 1993)

ps: alcune foto per incentivare il turismo verso la Danimarca ;) Si tratta di una regata internazionale con navi (+ o meno) storiche.


sabato 26 giugno 2010

A casa!! ma io rimango qua...


Il titolo di questo post sembra mistico, ma in solo 2 righe vi spiego a cosa sto pensando.

Ce ne torniamo a casa mestamente dal mondiale. Mentre 4 anni fa quando ero Erasmus avevo raccontato la gioia e il divertimento di essere campione del mondo in un contesto internazionale come questo, ora mi tocca dire quanto sia scocciante uscire in questo modo stando all´estero.

Giá perché finiti i titoli di coda e le polemiche, si va tutti a casa, e si ricomincia, come da un lato é giusto che sia.

C´é invece peró chi rimane qua. E chi rimane qua si dovrá sorbire per 4 anni qualche umiliazione. Perché un´umiliazione é stata. (ps: devo ancora incontrare il mio amico slovacco, e mó che gli dico!!).

Ogni persona é un potenziale "sfottitore", dal cliente all´amico, all´amico occasionale, fino al fruttivendolo... ;)

E in piú, "tu" non puoi piú vantarti del fatto di essere campione del mondo, o comunque di giocare un buon calcio. Quindi, rimarranno le etichette storiche come mafia, spaghetti e "o´sole mio!", ma scomparirá quella del calcio.

E´giá da un pó a dir la veritá che siamo scomparsi (Inter a parte...anche se lá non c´erano italiani...). Qua, come in molte altre nazioni dove il calcio é si una passione ma non certo un vanto, dominano alla grande premier league inglese, e a ruota la Liga spagnola.

Il nostro calcio é considerato difensivista (a torto o a ragione), ma soprattutto non piacciono i nostri giocatori. E come dargli torto!!! Guardando le partite ai mondiali era troppo spesso una polemica, un aprire le braccia e un cadere troppo facilmente...tutto ció si ripercuote sulla vita di tutti i giorni. Capisco sempre meglio perché quando un danese ( o di qualsiasi altra nazionalitá a parte, San Marino, Cittá del Vaticano e Svizzera-Canton Ticino) prova a parlare italiano tende ad allargare le braccia ed usa un tono di "autocommiserazione" (non chiedetemi nel dettaglio cosa voglio dire, non lo so nemmeno io. Quando ci vediamo ve lo mimo).

Io non sono certo un santo, e non miglioro la nostra reputazione... ;) Quando giochiamo a calcio, se c´é la situazione, mi lascio cadere in area... :DD (ps: per poi rialzarmi ovviamente, dato che si é tra amici!)

Vabbé comunque é andata. Ora mi tocca per tifare per Capello, e come seconda scelta Rosetti. Forse per i prossimi 4 anni potró rifarmi dicendo di "avere gli arbitri + bravi del mondo"....

ps: ho scritto questo post in 2 momenti. Poi ieri l´ho incontrato il mio amico Slovacco. Non ha infierito, anzi mi ha lasciato una perla su cui riflettere: "si siamo passati, ma questo non abbasserá la bolletta della luce!"

...pragmatismo slovacco... ;)

domenica 13 giugno 2010

La sindrome dell'emigrante

Sono giunto a questo teorema dopo ormai 3 anni che vivo qua, dopo alcune discussioni con altre persone sulla "mia stessa barca", e dopo una specie di conferenza a cui ho assistito una volta vicino a Copenhagen riguardo i cosiddetti "expatriates". Gli expatriate sono coloro che si spostano per lavoro, possibilmente con la famiglia. Lontani anni luce dai nostri connazionali con la valigia di cartone che partirono per terre lontane. Qua si tratta di ingegneri, managers, dottori etc..

Comunque. E' stato dimostrato, o forse è stata condotta un' indagine su quelli che sono i "tipici" sintomi di una persona che vive all'estero (da almeno 1-2 anni). Questa che segue è la mia interpretazione.

Si inizia con una fase di estasi. Molte cose sembrano migliori di quello a cui si era abituati "a casa", così come i comportamente della gente, e altri fattori a seconda ovviamente di quale nazione stiamo parlando. Dura all' incirca meno di 1 anno.

Devo ammettere che è stato così anche per me. Soprattutto durante il mio erasmus in Danimarca ero impressionato da questa nazione, da questa cittadina e dai suoi abitanti. Tutto era rose e fiori. La gente gentile e cordiale per strada, bambini che raccoglievano le margherite nei prati, giovani fidanzati che insieme andavano lungo il fiordo sui rollerblade, tenendosi per mano etc...

La seconda fase la potremmo chiamare, "il risveglio". Ci si inizia a rendere conto di dove si è capitati, si iniziano a riscontrare i primi difetti del posto, del sistema in generale. Si è un pochino abbattutti, perchè l' idillio è terminato, anche se l'estasi continua, ma gradatamente scende.

Vero anche questo. Forse il mio idillio ha iniziato ad incrinarsi quando ho visto persone gettare cartacce x terra, o altri tenera l' auto accesa senza motivo....vi ricordate il post? (http://fugadeicervelli.blogspot.com/2007/10/pctaimsaml-day.html)

Si arriva poi allo "scontro culturale". Le cose che non si sopportano diventano troppe, si esagera addirittura. Magari cosucce da niente, o a cui nemmeno si badava, diventano ora un fastidio insormontabile. Si inizia a rimpiangere la madre patria, qualunque essa sia. DImenticandosi di pregi e difetti, anzi inizia per assurdo una fase di estasi all' incontrario x la madre patria!!!

Sono entrato in questa fase quando, una volta entrato in fase 2(il risveglio), guardandomi in giro, e abbattutto dalla mancanza di stile nel vestire di alcuni, ho iniziato a rimpiangere addirittura i cosiddetti "fighetti" da discoteca italiani! si lo so...è piuttosto triste... :DDD

Arriviamo ora ad una fase, che per alcuni può essere considerata l'ultima, perchè o la si supera e si accettano le cose così come sono, o si fan le valigie e si torna a casa. La fase del "soliloquio". Ho deciso di chiamarla così perchè sostanzialmente sei tu che devi parlare con te stesso in maniera onesta e dirti: "ok, qui siamo e qui stiamo vivendo al momento; a cosa cavolo serve criticare a rimpiangere da dove vieni? e si sa, che la distanza fa apparire tutto + bello, come un/una miope che vede una/uno bruttino/a da lontano...

Dove sono io?

Mah, forse ho iniziato l' altro ieri il soliloquio o forse no. Sono in una fase transitoria direi, tra la critica e l'accettazione, allo scopo di trovare un attimo di stabilità, anche per puro quieto vivere direi!

E' sempre bene non sputare nel piatto dove si mangia, e nemmeno (ora sto vaneggiando) "fare la scarpetta" nel piatto dove si era sputato...Forse anche x questo avevo scritto quella serie di post "To be or not to be Danish" volume 1 e 2. Si trattava sostanzialmente di una riflessione a voce alta (o meglio "riflessione tramite lettere") sul mio IO ed a che punto ero/sono!

Vediamo se, ma soprattutto come, continuerà il mio soliloquio...

martedì 18 maggio 2010

Mamma Rai, Zia Mediaset e l'Italia

E' ormai tardi, stamattina mi son alzato presto, però è anche tanto che non ho scritto sul Blog. Devo fare qualcosa!

Non riesco a scrivere un lungo post, ma vorrei fare parlare delle immagini. Anche perchè le immagini sono il tema indiretto di questo post e con loro la TV italiana. Lo so, è come sparare sulla Croce Rossa. Tuttavia la TV italiana è da sempre stata la spina dorsale della nostra società. Dai programmi didattici per diffondere la lingua italiana da Sud a Nord a Sud fino alle + odierne fiction e robe varie...

In matematica se si inverte il numero degli addendi il risultato non cambia. Non vale per la nostra TV e quindi un po la nostra società.

Questo è il primo addendo (marzo 2001):



E questo è il secondo (siamo nel maggio 2010)



Dunque, sono passati 9 anni, poche o molte cose son cambiate. A seconda dei punti di vista. Nei due spezzoni si dicono bene o male le stesse cose. Cosa cambia allora?

Beh, dopo il primo, Luttazzi fu radiato dalla Tv pubblica e querelato per milioni (di euro). Ci furono interrogazioni parlamentari ("uso criminoso della tv"), fino al famoso editto bulgaro.

E dopo il secondo spezzone, la scorsa settimana, che cosa è successo? forse mi sbaglio, anche perchè i giornali online nn sono la miglior fonte di informazione, ma non mi sembra di aver letto e/o sentito nulla. Perchè questa differenza di reazione?

Forse la soluzione ce la possono dare altri due video. Anche qui, uno recente e uno meno.

Primo addendo: (circa 1985)



Secondo addendo (ogni sera):



E qui chiudo, ognuno è libero di dare la sua interpretazione a questi video...

Almeno qui il risultato è uguale: gnocche erano e gnocche rimangono!!! :DDD

martedì 27 aprile 2010

Il popolo più felice al mondo

Devo ammettere che non posso certo lavorare all'Ansa di sto ritmo, dato che questa notizia è uscita circa 2 o 3 anni fa...cmq, come si dice, meglio tardi che mai!

Una "recente" ricerca sociologica ha dimostrato (queste cose non si possono dimostrare direi)...dice che (una ricerca non parla)...non mi viene il verbo....cmq, secondo una ricerca tra le popolazioni del mondo, la Danimarca è risultata essere la nazione con gli abitanti più felici del pianeta. Come è possibile direte voi? e come è possibile direi io??

Proviamo ad analizzarne le cause.

Ho trovato un video su youtube che può dare lo spunto a questo post. Purtroppo è solo in inglese.



Breve e non ufficiale sintesi del video: ci si chiede quali possano essere le scelte + gettonate tra i posti + felici al mondo. Un paradiso tropicale, una fantastica cittadina sul mare etc...no, secondo uno studio è la Danimarca il posto + felice al mondo. Ma come è possibile che un posto del genere vinca? Il video usa testualmente gli aggettivi: fredda, piovosa e "unspectacular"!!!! Questa è la Dk! Ma quindi come è possibile, nonostante le supermodelle locali?. Lo studioso prova a ricercare le ragioni di questo nella Jante law (il Blog ritornerà su questa approfonditamente nei prox post). In parole molto semplici, la società è basata sull'egualitarismo. Tutti sono uguali, più o meno...uno spazzino può vivere tranquillamente in un quartiere borghese, con un buon standard di vita. Così come un discendente di un principe preferisce lavorare come falegname piuttosto che starsene a bighellonare (in inglese "to bighellon") nella villa di famiglia.


Vabbè torniamo a noi. In parte la ragione dell'egualitarismo (più o meno ripeto...ma sicuramente più più che meno, rispetto a molti altri posti) è la principale causa, ma ce ne sono sicuramente altre. Una di queste è che, in generale, ci si può fidare dell'altro (prima che arrivassero gli studenti Erasmus...!!! :DDD ). Il fatto di fidarsi, riduce lo stress e fa vivere con + serenità.

A mio avviso, questo ha fatto si che in DK siano molteplici le possibilità per fregare. Su certe cose sono così ingenui che è quasi come fregare le caramelle ad un bambino....penserebbe un cattivo ragazzo. Cosa che non sono, quindi non me ne rendo conto nemmeno io (rispondo solo in privato a domande su questo) di "dove" e "come"... :DDD

Un'altra cosa secondo me è il fatto di sapersi accontentare. Detta così suona un po banale e forse offensivo. In generale, molti dei danesi che conosco vivono una vita piuttosto normale, semplice, oppure da altri punti di vista, noiosa, soprattutto rispetto a certi nostri standard...che poi sono anche i miei, in quanto italico. Standard secondo cui "deve sempre succedere qualcosa" di spectacular (in contrasto con l'"unspectacular" del video). Forse è x questo che ci sono così tanti scandali dalle nostre parti (finanziari, sessuali, politici etc...), proprio x auto-intrattenerci!!!
E' un po questo il concetto alla base dei nostri mega esodi, oppure le code al casello vicino all' outlet della zona...deve sempre succedere qualcosa. Il weekend guai rilassarsi, bisogna uscire, fare,vedere.... :D Ripeto, non voglio giudicare e generalizzare solo. Anche io ho questa mentalità, ed è per questo che reputo estremamente noiosi certi weekend qua, quando tutti i negozi son chiusi e non c'è quasi nessuno in giro...e perchè??? perchè per i danesi il weekend è sacro (dalle 15 del Sabato) e sono o a casa con la famiglia o a qualche festa con amici


La nostra storia, la nostra cultura, la nostra natura ci hanno forse un po viziato. Vai alle Valli di Comacchio, e dici "belle!" (alla faccia dei reggiani :D ), ma poi vai alle 5 Terre e dici "Wow, ancora + belle", e poi infine, scendi ad Ischia e dici "wow, ma che roba!!!" E ora? come dice Jovanotti, "Voglio di più!"

Forse è anche x questo che girando ci sentiamo così fieri della nostra Italia, e spesso non ci sorprendiamo. Magari nella campagna Inglese hanno trovato un'antica colonnina romana e l'hanno tutta rivestita x proteggerla dal tempo, e ne hanno fatto una grossa attrazzione turistica, con bus e visite guidate...la stessa colonnina magari è anche a Roma in un parco con le erbacce ed è usata da "meeting point" x i gatti del quartiere...

Come disse un professore una volta (a volte anche se le cose son scontate, ci vuole uno col titolo di Professore, perchè tu ci pensi!) , ci si abitua in fretta a fattori come il tempo, il cibo etc...non sono quelle le cose che ti rendono felici, anche se sicuramente hanno un impatto sul tuo modo di essere! Qua il sole a volte c'è a volte non c'è. Ma quando c'è lo si vede, basta guardarsi attorno: tutti son fuori come le lucertole, a guardare in alto ad occhi chiusi!

Si dice che qua ci sia l'indice più alto dei suicidi. Mah...non so sinceramente. Sicuramente il sole ha un effetto, ma penso anche ci si abitui a ste cose. Sarebbe troppo facile: luce=felice, buio=?

X concludere. Non so questa ricerca quanto sia veritiera o meno. Non so se i Danesi sono + felici dei Cambogiani o dei Lussemburghesi. Se Harald Nielsen è più contento di Guido Rossi. Credo però che il fatto di non subire grosse discriminazioni, oppure chiamiamole "pressioni", sociali, il fatto di vivere una vita semplice e sicura, e infine, il fatto di potersi fidare, abbiano un impatto sulla propria qualità della vita.

Mi ricorderò sempre una volta. Ero ospite ad un corso di italiano x danesi, ed il professore (si eri tu Luigi :D ) chiese ad un alunno (over 60):

"ti vedo contento oggi Lars (nome inventato x la nuova normativa della privacy), come mai?"
E lui:
"Si, sono contento perchè oggi le api sono uscite dalla loro casetta!".

martedì 13 aprile 2010

La Regina


Era un mattone sullo stomaco che mi volevo togliere da molto tempo. Sin da quando una delle prime settimane da quando ero qua vidi delle bandierine sventolare su tutti i bus della città.

Era il famigerato compleanno del figlio del portiere del palazzo reale...(con tono alla Fantozzi)...

Ok dai, ovviamente sto scherzando. Ma fino ad un certo punto.

I compleanni dei reali qua si festeggiano così. E per reali si includono anche le mogli/mariti dei figli/e del regnante.

Ma ovviamente quando il compleanno è del capoccia (il regnante) allora sì che la festa è grande. Il regnante qui in Danimarca è la Regina Magrethe II.

Una simpatica vecchietta, vestita a mio avviso stile contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare, che fuma come una turca, e gira la Danimarca in lungo e in largo (nn ci vuole molto) per tenere alta l'identità danese. Proprio così, questo è il suo scopo. E' una figura puramente di facciata, senza nessun ruolo politico. Un pò come il nostro morfeo Nap...ehm, come il nostro Presidente Napolitano. Un pò come una fiaba in stile Truman Show che ai danesi piace così tanto, che sono disposti a versare soldi a palate ogni anno nelle casse della Casa Reale.



Quest'anno è il suo 70 esimo compleanno e i festeggiamenti sono esosi. Questa sera in prima serata c'è uno speciale in diretta dalla Casa Reale. Otto giornalisti parlano da una sala, mentre nell'altra sala gli invitati (tutti i sindaci + alte autorità) se la mangiano. Tra una portata e l'altra ci sono intrattenimenti, canzoni etc..un pò come le cene coi giullari di qualche secolo fa. Giusto per il gusto della rediocronaca, tra i vari servizi mandati in onda: bambini di alcune scuole elementari che fanno domande alla regina, una pensionata che ha collezzionato migliaia di foto della regina, Kofi Annan che manda un messaggio di auguri etc....

E' difficile capire. Come è difficile capire i propri politici (specialmente i nostri) i loro privilegi e diritti (se non prevaricazioni). Ecco che quindi, seppur con un tono critico che non voglio nascondere, forse non voglio esagerare coi commenti. In un senso, "loro son contenti così, lasciamolì contenti così" ;)

In fondo i reali ce li avevamo anche noi e per una "congiuntura di eventi" ce li siamo tolti dai piedi. Col senno di poi chissà...